Regole e proibizioni: il report dell’incontro

Nel secondo incontro con la Dott.ssa di Nuzzo ci si è confrontati sull’utilità delle REGOLE e su quanto possa essere complicato renderle efficaci e farle rispettare.
Un esercizio nel “qui ed ora” della giornata tra noi adulti ha dato prova di ciò.

I bambini, ma anche gli adulti, hanno bisogno di “confini”, diversi in base all’età.  Il termine “confine” rappresenta bene il significato che la parola “regola” deve avere, evoca un senso di protezione, un qualcosa che ci tutela da fenomeni che potrebbero essere molto più grandi di noi e difficili da controllare.
Le regole consentono di sapere come muoverci e orientarci (pensiamo alle regole della strada … senza le quali faremmo incidenti e regnerebbe il caos), di relazionarci (pensate al rispetto della fila in posta, del rispetto del turno di parola quando ci si confronta su qualcosa, di bussare alla porta prima di entrare in una casa nuova o in bagno quando c’è qualcuno …), insomma di vivere in quanto esseri sociali.  Alcune sono implicite, date da un retaggio culturale e nel migliore dei casi ben interiorizzate, altre più esplicite perché necessarie solo in circostanze specifiche e quindi è utile farle chiaramente presenti, perché non tutti potrebbero conoscerle. I confini, quando non si confondono con restrizioni minacciose, pongono le condizioni favorevoli, necessarie e sicure per la conoscenza del mondo circostante, degli altri e di se stessi …. diversamente tutti potremmo fare di noi, degli altri e del mondo circostante ciò che ci gira per la testa e sarebbe un vero CAOS.  Negli anni della scuola primaria i bambini oscillano dall’autonomia alla dipendenza, da un atteggiamento ragionevole alle crisi di collera, dalla fiducia in se ad un grande senso di insicurezza.  Non è facile trovare l’equilibrio tra la necessità di appoggiarli nella loro ricerca di indipendenza e l’esigenza di non dimenticare quanto abbiano bisogno di noi, senza però dar loro l’impressione di trattarli da bambini troppo più piccoli di ciò che sono realmente.

La dott.ssa ha esposto al gruppo le caratteristiche fondamentali che le regole devono avere per essere efficaci, chiedendo di poterle dare dei feedback in merito a queste.  Da qui si è aperto un interessante confronto che ha avuto come oggetto la condivisione di esperienze di vita con figli di diverse età.

Regole e divieti hanno un valore relazionale, quindi affettivo: saper dire “no” (quando è davvero utile alla crescita e non a noi per non avere grattacapi) richiede fatica e senso di responsabilità, evitare questo sforzo può essere vissuto dai ragazzi come indifferenza.  La capacità di dire “no” fa parte del voler bene: li aiuta a crescere ponendosi dei limiti, a confrontarsi con le frustrazioni della vita e aiuta a dare valore al “sì”… diversamente ci si annoierebbe di tutto e non si sentirebbe il desiderio di conquistare nulla.  Non possiamo abdicare al ruolo di educatori quando il lavoro diventa frustante perché richiede tempo e perseveranza.

In attesa del prossimo incontro e nella speranza di rincontrarci, ringraziamo tutti per la presenza e soprattutto per aver condiviso le proprie esperienze.

 

Venerdì 14 dicembre presso il Centro Sportivo Ercole si terrà il terzo incontro con la
Dott.ssa Di Nuzzo Valentina Psicoterapeuta, aperto a tutti gli interessati!
Guarda il calendario completo degli incontri QUI

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